Claudio Martini, presidente della Regione Toscana a San Paolo in una intervista all’ASIB-Insieme

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u Presidente Martini, sappiamo che avrete degli incontri con imprese toscane in Brasile, in cosa  consistono questi dialoghi?

L’obiettivo è quello di rendere più strette le relazioni   ed approfondire le possibilità di collaborazione, quello di mettere i nostri imprenditori  in contatto diretto con quelli di San Paolo e del Brasile perché bisogna che la nostra economia si internazionalizzi, perché non è possibile  affrontare solo in Toscana  o dalla Toscana le grandi sfide della competizione, bisogna aprirsi al mondo e questo lo stiamo facendo in tanti paesi, non solo a San Paolo, però sicuramente questa è una grande capitale economica e industriale dell’America Latina, forse il punto più alto di sviluppo economico, per questo guardiamo a San Paolo con estremo interesse.

Come vede  le  fusioni, specialmente queste ultime proposte in Europa? Noi troviamo molto strane ed incoerenti le dichiarazioni dei politici italiani che prima contestavano l’interresse di gruppi spagnoli e olandesi per l’acquisto di gruppi bancari italiani volendoli ostacolare ed ora suonano la gran cassa perché  il governo fancese sta bloccando le pretese italiane! Alla fine gli italiani vogliono l’Unione Europea oppure no? Tutto questo si riflette molto male  nel mercato brasiliano.

Lei ha espresso un punto di vista. Ma penso che in Europa ci sono ancora molte contraddizioni, il processo di giusto equilibrio tra la difesa degli interessi nazionali e la ricerca di una apertura internazionale, la costruzione di alleanze più grandi probabilmente non è ancora raggiunto, non solo in Italia ma anche negli altri paesi, ma questo succede anche in Sud America perché so che i brasiliani fanno alleanza con gli argentini e non si interessano di tutti gli altri, il Mercosud lo proclamano a parole e poi non lo realizzano nei fatti, quindi non credo che ci sia qualcuno che possa fare lezione ad altri su questo tema.

Ciò detto, condivido anch’io il fatto che l’economia italiana deve aprirsi di più, con meno  protezionismo, con meno preoccupazione di essere schiacciata da altri, peché abbiamo anche noi le nostre carte da giocare, nel nostro piccolo la Regione Toscana fa questo, non ci chiudiamo a riccio in noi stessi ma giriamo il mondo per trovare nuove opportunità di collaborazione.

Cambiando  tema –  ci sono candidati anche del suo partito, alle prossime elezioni, che stanno cercando un certo sostegno, un appoggio per la divulgazione delle loro  candidature.

Non sono venuto a fare campagna elettorale, sono in una missione istituzionale, comunque il mio interesse è quello di incitare gli italiani all’estero di andare a votare, specialmente tutti i toscani. In questo giro il mio ruolo è quello di presidente della Regione, non di un leader regionale dell’UNIONE, naturalmente in colloqui privati, in incontri fugaci mi interesso, cerco di capire come stanno le cose nella mia coalizione e mi impegno a riferire nelle sedi nazionali, ma non ho partecipato ad una sola iniziativa elettorale.

Siamo preoccupati del fatto che RAI International sta continuamente trasmettendo all’estero che le elezioni per il parlamento italiano si effettueranno il 9 e il 10 aprile, ma qui invece si daranno tra il 22 e il 30 marzo, siccome hanno fatto lo stesso errore quando delle elezioni del Comites in cui si dice che  10.000 voti, nella circoscrizione di San Paolo, sono finiti nel cestino perché arrivati dopo la scadenza, non si capisce questo campanilismo e caparbietà di voler indurre in errore i cittadini all’estero.

In questo giro che sto facendo, sto ascoltando molto le nostre comunità, proprio per raccogliere  tutta una sorte di osservazioni, di rischi che ci sono, errori, ritardi che possono impedire l’esercizio del diritto di voto dei nostri concittadini, questo che lei segnala è uno degli esempi, poi c’è ancora il fatto che molti non sanno come riceveranno le schede elettorali, che credono che bisogna andare ad iscriversi al cansolato, c’è chi non capisce come si vota, perché il meccanismo non è semplicissimo. Ho l’impressione anch’io che la macchina organizzativa, nonostante l’impegno dei consolati e delle ambasciate, sia in ritardo e che questo possa limitare l’esercizio  del voto e di questo mi rammarico, d’altra parte le Regioni non hanno competenza in questa materia, ma mi farè carico al rientro di segnalare queste preoccupazioni che abbiamo raccolto al Ministero dell’Interno.

Una delle responsabilità va ai partiti che hanno ritardato la scelta dei nomi dei candidati, in una campagna continentale come è la nostra i nomi dovevano essere scelti almeno 3 mesi prima e questo è un altro degli assurdi a cui stiamo assistendo.