Consorzi per l’esportazione – l’esperienza italiana

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u San Paolo – Con tre incontri è stato promoso dall’ICE il Seminario sull’esperienza italiana nella gestione dei Consorzi per l’esportazione, il primo a San Paolo, poi a Belo Horizonte e a Porto Alegre con la collaborazione di enti italiani e brasiliani, hanno raccolto un vasto interesse da parte delle autorità e degli operatori.

Nel mercato italiano 677 imprese sono grandi esportatrici e fatturano più di 50 milioni di euro; 7.131 sono medie con un fatturato dai 5 ai 50 milioni; 175.326 sono piccole e quanto all’esportazione sono in cifre inferiori ai 5 milioni.

Le piccole e medie imprese italiane per le loro caratteristiche si presentano con dimensioni inferiori alle loro similari europee, con un tipo di capitalismo familiare ed operano principalmente nell’ambito dei distretti industriali, si relazionano con imprese leader e con sub-fornitori.

Tra le molte ragioni, per la creazione dei consorzi all’esportazione, sono che le PMI hanno poche risorse per gestire l’export, poca conoscenza dei mercati, difficoltà per incontrare i partner, poca conoscenza degli strumenti necessari come i sistemi di pagamento, assicurazioni, crediti, elevati costi di trasporto. Tra i molti rischi ci sono il rischio Paese, la variabilità dei prezzi, l’aumento dei costi, la variabilità della domanda, il non ritiro della merce, rischi tecnici e giuridici, ecc.

I vantaggi dei Consorzi sono l’acquisto dei capacità strutturali, competenze innovatrici, diversificazione geografica, diminuzione dei costi per ogni ditta, accesso facilitato a finanziamneti e linee di credito, sinergia nei trasporti, accesso ai mercati importatori con progetti di cooperazione industriale ed altro.

L’Italia porta in Brasile la sua esperienza sul tema dei Consorzi all’esport che sono 350 con la partecipazione di 8.750 PMI, di questi 140 sono associati alla FEDEREXPORT con 5.276 PMI con 16 milioni di euro di esportazione, in media un Consorzio Federexport associa 28 ditte con una media di 25 impiegati.

Ci sono vari tipo di Consorzi: promozionali, di vendite, monosettoriali, plurisettoriali, come ci ha spiegato Federico Federici direttore del Consorzio Sviluppo e Promozione di Roma al quale abbiamo chiesto alcune parole.

n Federici, tra le vostre varie attività, quali sono i progetti in corso e quelli realizzati ultimamente?

A Salvador abbiamo relizzato uno studio per la creazione di una Fiera del Marmo, poi una iniziativa sull’artigianato del Mobile a Petropolis-RJ portando delle imprese del Veneto che hanno trasferito know-how per la creazione di nuovi tipi di seggiole e poltrone. A Bento Gonçalves nel RGS tecnologie per la produzione di nuovi tipi di spumanti con una gradazione superiore all’attuale e tecnologie per la creazione di nuovi tipi di tappi. A Pagé un progetto sul settore agro-alimentare assime al Comune. A Caxias do Sul una iniziativa assieme all’Argentina in una “mesa de consertación” tra Caxias do Sul, Mendoza e la città di Venezia.

n Per il futuro?

Cerchiamo di rimanere al passo perché a volte veniamo in Brasile per insegnare ma questo paese non è cosi indietro come pena l’Italia, quindi bisogna individuare le possibilità di cooperazione, stare più attenti a ciò che possimao fare insieme.