Com pessoal reduzido em 29% nos últimos dez anos, consulados têm mais de 112 mil requerimentos na fila da cidadania

0
2593

Mais de 112 mil requerimentos de cidadania italiana por direito de sangue aguardavam o pronunciamento dos consulados italianos que operam no Brasil em 28 de outubro do ano passado, segundo informa correspondência enviada pelo vice-ministro das Relações Exteriores da Itália, Mario Giro, ao deputado Fabio Porta. A esses devem ser acrescentados os mais de mil processos de cidadãos descendentes de imigrantes que pertenciam às áreas dominadas pelo antigo Império Áustro-Húngaro, maioria trentinos, que ainda aguardavam o parecer de uma comissão especial que funciona em Roma.

A informação do governo italiano a Fabio Porta veio no bojo de uma série de explicações por escrito solicitadas, ainda no ano passado, pelo parlamentar que, na condição de presidente do Comitê para os Italianos no Mundo da Câmara dos Deputados, solicitara esclarecimentos sobre uma notícia de hipotética comercialização de vagas para a obtenção de passaportes junto ao Consulado Geral da Itália em Curitiba.

Os números fornecidos pelo governo italiano não permitem assegurar qual, exatamente, é o número de enfileirados, pois segundo informa o próprio vice-ministro Giro, eles se referem “indistintamente a indivíduos e núcleos familiares”. Mas realizando um cálculo que normalmente era feito anteriormente pelas próprias autoridades consulares (quatro pessoas por processo, em média), chegaríamos facilmente  a valores que se aproximam ou superam a casa do 450 mil interessados na fila. Quanto aos “trentinos”, estes somam exatos 6.089 interessados, maior parte aguardando pacientemente há cerca de dez anos.

No mesmo documento, o governo italiano admite que ao longo dos últimos dez anos houve uma redução de 29% de pessoal, devido “ao plurianual contingenciamento do ‘turnover’ das áreas funcionais do Maeci” – “Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale”.

A longa correspondência do governo italiano ao deputado Fabio Porta tenta explicar a questão de um anúncio que circulou na internet “vendendo” facilidades para entrar na fila dos agendamentos para a obtenção de passaportes em Curitiba; procura justificar a demora com o grande número de pedidos; refere-se ao início do processo de ‘apostilamento'(Convenção de Haia) em substituição às legalizações de documentos como promessa de agilização dos processos consulares; e, entre outras coisas, procura tirar proveito da própria iniciativa parlamentar de Porta, que fez aprovar no Parlamento proposta para a devolução de 30% dos recursos originários da “taxa de 300 euros”, em vigor desde meados de 2014, através da qual o Estado italiano passou a cobrar pelo serviço de reconhecimento de um direito líquido e certo de todo descendente de cidadão italiano, conforme se pode ler abaixo.

Sobre esse retorno de recursos que, pela lei, deveria estar acontecendo desde o dia primeiro de janeiro deste ano, o governo italiano ainda se refere em termos futuros ao tratar do assunto: “Tal importância será transferida aos ofícios consulares para o reforço dos serviços em favor dos cidadãos italianos, com prioridade na contratação de pessoal local (…)”, conforme diz a própria lei.

Segundo observa Porta no comunicado em que dá conhecimento da resposta fornecida pelo Maeci – o governo italiano reconhece a “extrema gravidade do problema” [das filas, nr]. Segundo Porta, isto só será resolvido com o reforço da estrutura consular a partir dos recursos a serem devolvidos de parte da taxa de 300 euros cobradas sobre cada processo de reconhecimento da cidadania italiana por direito de sangue. Fazendo conta superficial, os cerca de 450 mil enfileirados representam um valor, para os cofres italianos, de cerca de 135 milhões de euros, correspondentes a mais de 450 milhões de reais. A seguir, publicamos o texto integral do Maeci:


TESTO INTEGRALE RISPOSTA DEL VICE MINISTRO MARIO GIRO ALL’ON. FABIO PORTA:
Roma, 28.02.2017

“On. Deputato,
rispondo alla Sua interrogazione a risposta scritta n. 4-11976 in merito a presunte irregolarità nelle prenotazioni degli appuntamenti per i servizi consolari nel Consolato di Curitiba e alle iniziative da adottare per potenziare i Consolati in Brasile, il cui testo è il seguente:
Per sapere,
premesso che:

su un sito brasiliano di promozione di vendite e acquisti on line (mercadolivre.com.br) è comparso il seguente annuncio: « Agendamento Para Emissao do Passaporte italiano Em Curitiba» («Appuntamento per l’emissione del passaporto italiano in Curitiba»), nel quale si precisa che il prezzo del servizio di «vendita» dell’appuntamento è di 69,99 Reais;
   
l’annuncio rende evidente un fenomeno di intervento speculativo cresciuto intorno ai servizi consolari, relativi tanto alla richiesta di appuntamento per la richiesta di passaporto quanto alle pratiche di domanda di cittadinanza; si tratta, come è noto, di servizi per i quali i tempi di contatto con gli uffici e quelli di risoluzione delle pratiche si sono dilatati in modo abnorme;
   
non è escluso che alla grave difficoltà che si incontra nella prenotazione elettronica degli appuntamenti per le pratiche di passaporto e di cittadinanza nel consolato di Curitiba e negli altri consolati brasiliani sia dovuta all’intasamento dovuto all’intervento di queste agenzie di mediazione che dispongono di strumenti e di competenze elettroniche molto più avanzati rispetto al comune cittadino, spesso con poca confidenza con le nuove strumentazioni e procedure;
   
all’origine di queste situazioni vi è l’estrema rigidità di erogazione dei servizi che si è progressivamente determinata nei consolati brasiliani e che ha portato ad una grave lentezza nei tempi di accesso agli uffici e all’accumulo di centinaia di migliaia di pratiche inerenti alle domande di cittadinanza;
   
i fenomeni di speculazione e di a/illegalità che si stanno sviluppando intorno a queste situazioni, oltre a indurre i concittadini a esborsi non dovuti e a rapporti discutibili, possono diventare un fattore di discredito dell’immagine del Paese in una realtà in forte evoluzione, nella quale pure si guarda all’Italia con disponibilità e simpatia;
  
 è realistico pensare che tali processi involutivi possano essere fronteggiati non solo con maggiori e più attenti controlli, ma anche incidendo sulle cause a monte e intervenendo con misure straordinarie, le sole che possano consentire di aumentare l’efficienza dell’organizzazione burocratica e di riassorbire le giacenze accumulate;
  
 in occasione della recente approvazione della legge di stabilità 2016 il Governo ha accolto un ordine del giorno del primo firmatario del presente atto, nel quale si chiede di dare priorità nell’assegnazione delle risorse aggiuntive previste per i consolati ai servizi consolari nelle aree più critiche e a considerare l’esigenza di destinare una parte dei proventi derivanti dal versamento di 300 euro per le richieste di cittadinanza al potenziamento dei consolati percettori –:

 se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fenomeni di «vendita» delle prenotazioni nel consolato di Curitiba ed eventualmente negli altri consolati brasiliani e come intendano affrontare tale tipo di evenienze;
  
 quale sia il preciso ammontare delle giacenze di pratiche di cittadinanza, distintamente per ciascun consolato in Brasile e per le pratiche attivate dai discendenti dell’ex Impero austro-ungarico presso il Ministero dell’interno;
  
 se non ritengano di dover attivare, con il Ministro dell’economia e finanze, un dialogo risolutivo al fine di poter destinare una parte dei proventi derivanti dai 300 euro alla contrattualizzazione da parte dei consolati in Brasile di personale da destinare alla diminuzione dei tempi di attesa e al riassorbimento delle giacenze delle domande di cittadinanza.

In via preliminare si ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti generali sulle attività del Consolato Generale a Curitiba e sulla realtà della relativa circoscrizione consolare. I settori di attività che registrano maggiore domanda da parte dell’utenza del citato Consolato sono il settore  “passaporti” e quello “legalizzazioni”. Nonostante l’inadeguatezza delle risorse disponibili in rapporto alla crescente domanda da parte dell’utenza, il numero totale dei passaporti emessi è stato di 3.085 nel 2013, 3.374 nel 2014, 3.301 nel 2015, mentre per il 2016 (fino al 30 settembre) ammonta a 2.419. Il numero delle legalizzazioni è aumentato in misura considerevole, passando da 14.068 nel 2013 a 16.536 nel 2014 e  22.146 nel 2015, con un incremento rispettivamente del 14,9% e del 25,33%. Come appare evidente, nella circoscrizione consolare di Curitiba, nonostante la positiva performance di tale Consolato, la dimensione della domanda è tale da rendere indubbiamente non semplice per l’utente utilizzare la procedura di appuntamento on line: i posti disponibili si esauriscono molto rapidamente, per cui chi intende prenotare un appuntamento deve a volte ripetere l’operazione più volte prima di ricevere dal sistema una data utile.
 
Ciononostante, occorre considerare che nei casi di comprovata urgenza i richiedenti non devono attivare la procedura on line in quanto vengono ricevuti direttamente agli sportelli del Consolato.

Alla luce di quanto precede risulta spiegabile la comparsa a Curitiba di agenzie specializzate in questo genere di servizi, dotate di personale e delle infrastrutture necessarie, le quali effettuano a pagamento per conto dell’interessato – e al di fuori di qualunque autorizzazione o coinvolgimento del Consolato – le necessarie prenotazioni on line. E’ a queste agenzie che l’interrogante si riferisce, parlando di “vendita” delle prenotazioni on-line.

E’ necessario considerare che gli attuali sistemi di prenotazione internet predisposti dai Consolati italiani in Brasile sono stati introdotti all’esclusivo fine di garantire una migliore gestione degli appuntamenti per l’erogazione dei servizi consolari a garanzia dell’imparzialità, della pubblicità e della trasparenza dei procedimenti. In particolare, le istanze legittimamente presentate dagli utenti attraverso tali sistemi vengono ricevute e trattate dall’Ufficio consolare in condizioni di parità e nel rispetto dalla normativa vigente in materia di procedimento amministrativo e di erogazione dei servizi consolari, senza che alcun accesso prioritario o trattazione agevolata possa essere riservata a specifici utenti. Nessuna agenzia di servizi o altro soggetto può quindi vantare alcun tipo di accesso privilegiato ai servizi consolari o al servizio di prenotazione on-line.
 
La Farnesina è consapevole che in Brasile alcune agenzie hanno in passato millantato la possibilità di fornire un tale accesso privilegiato, ma in ogni caso reso noto si è tempestivamente proceduto a smentire pubblicamente tali agenzie e a richiedere la rimozione degli annunci ingannevoli, pena la denuncia alla Procura delle Repubblica. Anche nel caso del Consolato Generale di Curitiba, al fine di sgombrare il campo da ogni equivoco potenzialmente lesivo dell’onorabilità della Sede, quest’ultima è prontamente intervenuta chiedendo l’immediata rimozione dell’annuncio citato dall’interrogante.
 
Va poi considerato che la rete diplomatico-consolare in Brasile, sotto l’impulso del MAECI, ha avviato una serie di iniziative volte a ridurre eventuali rigidità nell’erogazione dei servizi spesso discendenti dall’esiguità del personale addetto.
 
Il Consolato di Curitiba (come molte altre Sedi della rete), per agevolare in particolare l’utenza che risiede in località molto distanti dal Consolato, ha effettuato nel luglio scorso nello Stato di Santa Catarina una missione del “funzionario itinerante” per la captazione delle impronte digitali prevista dall’attuale procedura per il rilascio del passaporto. La suddetta missione, che ha toccato dapprima la città di Criciuma, ad oltre 500 Km di distanza da Curitiba, ed in seguito Nova Veneza e Florianopolis, è stata accolta con particolare favore dall’utenza e dalle associazioni italiane. In merito al numero di domande di rilascio del passaporto, sono stati acquisiti i dati biometrici di 420 persone.
Il Consolato ha inoltre richiesto ai propri tecnici informatici di individuare gli opportuni correttivi al fine di arginare, laddove presente, il fenomeno delle prenotazioni effettuate in massa da agenzie di intermediazione.
 
Si rammenta infine che lo scorso 14 agosto è entrata in vigore in Brasile la Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 sull’abolizione della legalizzazione degli atti pubblici stranieri. Da tale data, la legalizzazione degli atti pubblici brasiliani, di competenza consolare,  è stata sostituita  dall’Apostille, rilasciata dalle Autorità brasiliane.  L’Apostille è altresì applicata alle traduzioni degli atti in parola, a condizione che queste siano effettuate da traduttori pubblici giurati iscritti nelle liste predisposte dalle Giunte Commerciali degli Stati federati. La nuova procedura ha una ricaduta positiva sia per l’utenza, che non deve più presentarsi presso gli Uffici Consolari per legalizzare gli atti di stato civile brasiliani da esibire per il riconoscimento della cittadinanza italiana, che per i Consolati i quali ultimi possono ora riorganizzare il proprio organigramma a vantaggio dei servizi maggiormente richiesti.
 
Con riguardo alle richieste di accesso in lista d’attesa e di pratiche giacenti in materia di cittadinanza, relativamente alle circoscrizioni consolari del Brasile, al 28 ottobre 2016 i dati sono i seguenti (si fa riferimento indistintamente ad individui e nuclei familiari):

  • Consolato Generale d’Italia a San Paolo: richieste di accesso alla lista di attesa: 70.200; pratiche giacenti: nessuna.
  • Consolato Generale d’Italia a Rio de Janeiro: richieste di accesso alla lista di attesa: 1.584; pratiche giacenti: nessuna.
  • Consolato Generale d’Italia a Curitiba: richiesta di accesso alla lista di attesa: 17.942; pratiche giacenti: 145.
  • Consolato Generale d’Italia a Porto Alegre: richiesta di accesso alla lista di attesa: 7.890; pratiche giacenti: 154.
  • Consolato d’Italia a Reciferichiesta di accesso alla lista di attesa: 1.953; pratiche giacenti: nessuna.
  • Consolato d’Italia a Belo Horizonte: richiesta di accesso alla lista di attesa: 10.244; pratiche giacenti: 282.
  • Cancelleria Consolare Ambasciata d’Italia a Brasilia: richiesta di accesso alla lista di attesa: 1.445; pratiche giacenti: 275.

Per ciò che concerne le pratiche di cittadinanza attivate presso il Ministero dell’Interno dai discendenti dell’ex Impero austro-ungarico ai sensi della Legge n. 379/2000, i dati alla metà del mese di ottobre 2016 sono i seguenti:

  • Consolato Generale d’Italia a San Paolo: 402 pratiche corrispondenti a 2006 richiedenti;
  • Consolato Generale d’Italia a Rio de Janeiro: 112 pratiche corrispondenti a 726 richiedenti;
  • Consolato Generale d’Italia a Curitiba: 219 pratiche corrispondenti a 2089 richiedenti;
  • Consolato Generale d’Italia a Porto Alegre: 224 pratiche corrispondenti a 1039 richiedenti;
  • Consolato d’Italia a Recife: 19 pratiche corrispondenti a 109 richiedenti;
  • Consolato d’Italia a Belo Horizonte: 19 pratiche corrispondenti a 109 richiedenti;
  • Cancelleria Consolare Ambasciata d’Italia a Brasilia: 11 pratiche corrispondenti a 43 richiedenti.

La Farnesina e la sua rete all’estero sono impegnati a riassorbire le giacenze di domande e a ridurre i tempi di attesa dei procedimenti consolari. Nel farlo, la principale criticità è legata alla netta diminuzione del personale di ruolo del Ministero (ridottosi del 29% negli ultimi dieci anni), dovuta al pluriennale contingentamento del turnover delle aree funzionali del MAECI.
 
Infatti, le delicate e complesse funzioni consolari di accertamento della cittadinanza, dato il loro carattere certificatorio, sono affidate dalla legge solo a personale di ruolo, dotato di adeguate competenze in materia. Per incrementare l’efficienza delle Sedi, la Farnesina sta razionalizzando – per quanto possibile – gli organici all’estero e sta digitalizzando e innovando le procedure. A seguito dell’ampliamento del relativo contingente, il MAECI sta inoltre autorizzando alcune Sedi all’estero, anche in Brasile, all’assunzione di personale a contratto, che svolge compiti di supporto al personale di ruolo.

Il riconoscimento della cittadinanza richiede adempimenti talvolta molto gravosi, implicanti ricostruzioni estremamente lunghe e complesse, risalenti molto indietro nel tempo, in considerazione del fatto che questa può essere riconosciuta anche a discendenti di quarta generazione ed oltre. Come noto, infatti, l’attuale legge non pone vincoli al numero di generazioni cui la cittadinanza può essere tramandata. In tale situazione, la crescita del numero di richiedenti è incontenibile.
 
Come è già ben noto all’On. Interrogante, un ulteriore miglioramento dei servizi potrà provenire dalla Legge di Bilancio 2017, approvata lo scorso 7 dicembre. Questa prevede la riassegnazione al bilancio della Farnesina, a decorrere dal 2017, del 30% dei versamenti effettuati per la domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana. Tale importo sarà trasferito agli Uffici consolari per il rafforzamento dei servizi a favore dei cittadini italiani, con priorità per l’assunzione di personale locale a contratto da adibire allo smaltimento dell’arretrato riguardante le pratiche di cittadinanza (comma n. 429, emendamento del relatore che riformula un emendamento dell’On. Interrogante).
 Mario Giro