‘La Conferenza Stato-Regioni-CGIE non sarà una comparsata mediatica per il Governo’ dice Neri

u SAN PAOLO – SP – Il mondo della politica è sempre in fermento e molte novità appaino di giorno in giorno. Luigi Pallaro, vice-segretario per l’America Latina del CGIE, dato perr scontato come candidato di ferro dellla destra, sarebbe ora allo sbando già che le “basi della destra italo-argentina ” in Argentina non lo hanno accettato, la sinistra non lo vuole, ma sarà tutto vero, staremo a vedere! O si candiderà  come indipendente?

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Un’attenta disamina, oltre all’appuntamento della Conferenza, sulle Primarie e le prossime elezioni politiche

Abbiamo incontrato, in previsione della Conferenza Stato-Regioni-Provincie Autonome-CGIE, che si svolgerà a Roma dal prossimo 29 novembre al 1 dicembre, il consigliere di nomina governativa della Margherita nel CGIE Luciano Neri.

Con Luciano Neri, che è anche uno dei Coordinatori Nazionali de L’Unione per gli Italiani nel Mondo, oltre a parlare della Conferenza abbiamo fatto il punto anche sulle primarie, sulle liste per le prossime elezioni politiche e sul “caso Pallaro”.

L’Unione ha dato un giudizio molto positivo sul risultato delle primarie all’estero, ma il centro destra ha detto che sono state un fallimento.

Portare 20.000 persone a votare in un giorno, senza organizzazione, tempi e informazione adeguata come invece, attraverso i giornali, c’è stata in Italia, viene considerato un fallimento? Benvenuti fallimenti allora. 20.000 persone, attivisti, simpatizzanti, elettori sono un patrimonio straordinario, premessa per una vittoria elettorale che ci sarà, in Italia e all’estero, nonostante i trucchi, gli stravolgimenti della legalità e della Costituzione da parte di un Governo che ce la sta mettendo tutta per affossare un Paese di grande storia e cultura. Glielo impediremo. Certo, Tremaglia o i vari “venditori di patate” non hanno di questi problemi, dato che la democrazia l’hanno sostituita con il sistema monarchico. A decidere è solo Berlusconi, e loro possono fare danno solo come camerieri.

Voi siete stati molto critici sulla manovra finanziaria, sui tagli in generale e su quelli che interessano anche gli italiani all’estero. E’ già in preparazione la Conferenza Stato-Regioni-Cgie, sarà quella un’altra occasione di scontro?

Certo che sì. E’ inevitabile dato che la Conferenza passerà al vaglio le scelte del Governo che interessano le Regioni e le comunità di emigrazione. E quelle scelte, in Finanziaria ma non solo, mettono ancora di più in ginocchio il sistema sanitario, quello socio assistenziale in generale, tagliano i servizi, dimenticano il mezzogiorno, destrutturano dal punto di vista della sostanza e della credibilità internazionale il “sistema Italia “. Per le nostre comunità all’estero è ancora peggio. I servizi consolari, dove ci sono ancora, sono una cosa indegna. I nostri connazionali devono fare file di fronte ai Consolati come i bosniaci per il pane durante l’assedio di Sarajevo. Nei Consolati è addirittura vietato al personale l’uso del telefono per chiamate extraurbane. Gli ospedali “italiani”, nel senso che sono strutture appartenenti all’Italia e cresciute con i contributi dell’Italia, sono stati per lo più privatizzati ed i nostri connazionali, quelli che possono permetterselo, possono accedervi solo a pagamento. La Conferenza Stato-Regioni-Cgie dovrà essere una occasione importante per uno verifica rigorosa, per individuare le criticità e per proporre soluzioni credibili, concrete e alternative. La Conferenza non dovrà essere, e non sarà certamente, una comparsata mediatica per Berlusconi, Fini e Tremaglia.

Il Governo, anche recentemente, ha confermato che per quanto riguarda l’anagrafe elettorale siamo sulla buona strada, e che alla fine avremo la certezza del corpo elettorale. Lei cosa ne pensa?

Io constato, come tutti, che ad oggi questa certezza non c’è, che l’affiancamento delle due anagrafi non è stato completato e che le recenti e meno recenti scadenze referendarie o elettorali hanno evidenziato realtà e comportamenti indegni. Nei due anni precedenti all’approvazione della legge sul voto, in due anni, il governo dell’Ulivo ha regolarizzato la posizione di circa il 60% del corpo elettorale. Il centrodestra in cinque anni non è riuscito a bonificarne neppure il 15%. Tant’è che ancora oggi ci ritroviamo con il 25% del corpo elettorale che non è messo nella condizione di esercitare il diritto di voto. Ma c’è un altro elemento rispetto al quale i parlamentari del centrosinistra e la Coalizione in quanto tale dovrebbero riflettere: la legalità dell’esercizio di voto e la discrezionalità nella “gestione” delle liste elettorali. Non sfugge a nessuno che un uso improprio e discrezionale delle stesse potrebbe alterare il risultato elettorale. La larga parte dei Consoli e degli Ambasciatori sono persone per bene, funzionari competenti e imparziali al servizio dell’Italia. In alcuni casi abbiamo però Consoli e Ambasciatori che sulla carta sono rappresentanti dello Stato italiano, nella sostanza attivisti di partito. E questo non va bene. Occorre fare di tutto affinché siano introdotte misure che rendano l’esercizio del voto all’estero trasparente, corretto, imparziale.

Lei è stato sempre molto critico, a volte anche nei confronti dei suoi del centrosinistra, rispetto al rapporto e al giudizio sul Ministro per gli Italiani all’Estero Tremaglia.

Io non stimo Tremaglia, e l’ho sempre detto e sostenuto pubblicamente, e credo che sia una calamità per gli italiani all’estero. Tremaglia è coerente, è un fascista non pentito, che in questi anni più che agli italiani all’estero si è impegnato a passare in rassegna tutti i luoghi simbolo delle peggiori avventure coloniali fasciste, la Libia, l’Eritrea, la Somalia, la Dalmazia. Senza neppure un cenno di autocritica sull’orrore di quelle scelte, senza neppure un cenno di pietà per le vittime “straniere” sterminate a decine di migliaia per le scelte di un regime criminale ai cui valori Tremaglia continua a fare riferimento. E allora non si lamenti se esponenti americani si chiedono giustamente che ci faccia un Ministro così a New York alla parata del Columbus Day considerato che migliaia di giovani americani sono morti per liberarci dal “suo” fascismo. No, non mi piace e non stimo il Tremaglia fascista di ieri né quello di oggi. Né stimo il Tremaglia Ministro, che tra nostalgie patriottarde e faziosità non rappresenta le nostre comunità che sono largamente ispirate a principi democratici, che sono ben più dinamiche e solidali, e affezionate alla nostra storia e alla nostra identità, anche a quella più recente nata dalla Costituzione. Quella storia con la S maiuscola che Tremaglia non può e non vuole rappresentare. Tremaglia Ministro si è dimostrato inaffidabile, non parla mai della finanziaria, dei tagli all’assistenza o delle sparate di ministri del suo governo contro la legge sul voto e contro gli italiani all’estero. Ormai va in giro solo per fare iniziative elettorali, promuovendo le liste elettorali di An e Forza Italia a spese dello Stato e dei contribuenti. E con buona pace della vituperata partitocrazia contro la quale il Ministro, con recidiva ipocrisia, tuona quotidianamente.

Lei, assieme al senatore Danieli, è stato recentemente in America Latina. Cosa ci può dire delle insistenti voci che danno il Vice Segretario del CGIE Pallaro per candidato dell’Unione dopo la rivolta all’interno del Ctim? Esiste questa possibilità ?

E’ più facile che il famoso cammello passi per la cruna di un ago che Pallaro sia candidato dall’Unione. No, con tutto il rispetto Pallaro per storia e scelte non è certamente un modello. D’altra parte io ho letto di una conferenza stampa nella quale il responsabile di Alleanza nazionale Ferretti presentava il candidato Pallaro. Il fatto che non sia stato accettato dalla “base” della destra argentina non fa certamente si che transiti da noi. Siamo una Coalizione seria che opera per l’Italia e per gli italiani, non una discarica. Pallaro ha contattato diversi dei nostri referenti chiedendogli di stare in lista e ottenendo una risposta scontata. No. La Margherita ha posto il veto a suo tempo su Pallaro, e le ragioni di quel veto restano tutte. Assieme al veto.