La politica dei fatti: grandi risultati in Brasile

 

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LETTERA APERTA

• All’Ambasciatore d’Italia in Brasilia
• Al Console Generale d’Italia di Curitiba
• All’Istituto Commercio Estero di San Paolo
• Alla Comunità Italiana in Brasile
• c.p.c. Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio • Ciampi
• c.p.c. Ministro Vicenzo Petrone Consigliere Diplomatico in Confindustria.

u Il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), come detto dalla legge italiana, “è l’organismo di rappresentanza delle comunità italiane all’estero presso tutti gli organismi che pongono in essere politiche che interessano le comunità all’estero.”

Il principio suddetto viene rinforzato in quanto il Presidente CGIE è il Ministro degli Esteri Italiano da cui dipende tutta la struttura diplomatico consolare.

L’Amministrazione pubblica dello Stato è presente sul territorio estero attraverso Ambasciate e Consolati.

Un lavoro in sede estera in perfetta simbiosi tra l’Amministrazione e la rappresentanza eletta nel CGIE, è il fine prioritario di cui il legislatore italiano si è preoccupato di definirne le basi.

Negli ultimi cinque anni in Brasile questo è emerso in termini ben evidenti, creando circostanze particolarmente favorevoli alla Comunità italiana residente in questo paese. C’è una sequenza di fatti che ne è prova.

Nel Maggio 2000 il Presidente della Repubblica Italiana ha visitato il Brasile in ordine prioritario tra tutti i paesi dell’America Latina.

Il 13 Maggio nell’incontro di San Paolo colla Comunità italiana, quale membro del Comitato di Presidenza del CGIE, ho fatto richieste chiare sull’opportunità per l’Italia di considerare il potenziale di 25 milioni di oriundi italiani in Brasile come un grande patrimonio proprio, uscendo da una visione burocratica da parte del Ministro degli Esteri e indirizzando questo enorme potenziale di risorse a proprio favore.

La risposta del Presidente è stata chiara in termini verbali ma soprattutto attraverso la nomina, avvenuta 2 mesi dopo, del nuovo Ambasciatore Petrone, il primo Ambasciatore degli ultimi 20 anni avente un’età di poco superiore alla cinquantina.

Da parte del nuovo Ambasciatore sono state create una serie di iniziative di Workshop e di promozione dei prodotti italiani in Brasile.

Le prime azioni realizzate nel Nord del Paese non davano grandi risultati. Nasce quindi l’ipotesi di spostare le iniziative più a Sud.

Al nuovo Console Trampetti di Curitiba, al Suo arrivo dell’Agosto 2001, viene presentata la prima iniziativa relativa al settore agroalimentare.

I contatti colla Segreteria di Pianificazione dello Stato del Paraná erano già stati da me avviati in precedenza.

Nasce un gruppo di lavoro.

Il centro di riferimento italiano sull’iniziativa è Parma. In un incontro da me richiesto nel Settembre 2001 il Rettore dell’Università, Prof. Gino Ferretti , manifesta la sua posizione dichiarando che la loro partecipazione non deve risultare in una pura iniziativa accademica ma in risultati per le imprese.

Tra Ottobre e Novembre, a livello gruppo di lavoro costituito da Ambasciata, Consolato, ICE, rappresentanti di Governo e rappresentanza CGIE, si studiano le prospettive. A Gennaio una missione accompagna il responsabile della Segreteria di Stato della Pianificazione del Paraná in Italia. Ne fanno parte la direzione TECPAR di Curitiba ed la rappresentanza CGIE.

A Parma la missione fa due proposte: accordo per la realizzazione di una stazione sperimentale delle tecnologie agroalimentari sul modello di quella di Parma e creazione di un consorzio tra università, centri di ricerca e imprese dei due paesi.

A fine Marzo 2002, durante i giorni del Seminario sulle tecnologie agroalimentari il Sottosegretario Baccini firma l’accordo col Governo del Paraná relativo alla costruzione della Stazione Sperimentale in Curitiba. Si crea inoltre il Consorzio CRISB tra Regioni Italiane e Stati del Brasile, il cui Presidente è il Rettore dell’Università di Parma, Copresidente il Direttore Tecnico del TECPAR (Instituto de Tecnologia do Paraná).

A Maggio una missione di imprenditori brasiliani del settore agroalimentare, organizzata dall’Itamaraty, partecipa alla Fiera CIBUS a Parma circostanza in cui nascono alcune iniziative in Brasile nel settore carni e lattiero caseario.

Qualche caseificio per il grana Padano è oggi, anno 2005, già attivo in Santa Catarina.

-Il Governo Lerner termina nel 2002. Il nuovo Governo ha un certo periodo di riflessione.

L’iniziativa ICE (Istituto Italiano per il Commercio Estero) di invitare il Vicegovernatore del Paraná, Orlando Pessuti, è tempestiva e opportuna per riprendere il cammino interrotto.

A Parma, nel Novembre 2004, si firma il protocollo esecutivo conseguente all’Accordo del Marzo 2002.

A stretto seguito di questo il professor Massini di Parma presenta, due settimane dopo, a Joaçaba (Santa Catarina), il progetto della prima fase alla Stazione Sperimentale del settore agroalimentare

Questa è la sequenza di fatti in cui è evidente l’azione continua dell’Ambasciata, del Consolato, dell’ICE colla partecipazione costante della rappresentanza del Comitato di Presidenza.

Avendo occupato la carica di Membro del Comitato di Presidenza CGIE dal 1991 al 2004, mi sono sentito in dovere di partecipare direttamente in prima persona a tutto questo processo che ha avuto inizio colla visita del Presidente Ciampi. Era un mio preciso dovere di rappresentante eletto dalla Comunità Italiana di questo paese.

Ribadisco, ora, la mia personale soddisfazione per aver potuto procedere in piena assonanza con tutta la rappresentanza governativa in un progetto, che è una grande novità e andrà a beneficio della nostra Comunità.

E la politica dei fatti che piaccia o meno a quelli che vivono solo di chiacchiere nel loro vuoto di idee, proposte e risultati.

Luigi Barindelli