L’azione dell’Ice nell’organizzazione della LAAD a Rio de Janeiro: l’intervista al direttore generale Riccardeo Landi

u RIO DE JANEIRO – RJ – Si è svolta a Rio de Janeiro dal 26 al 29 aprile scorsi la Laad, Latin America Aero & Defence, principale manifestazione fieristica dei sistemi di difesa e dell’aero-spazio.

L’Italia oltre alla partecipazione del Ministero della Difesa e dell’associazione di categoria AIAD, è stata presente con 12 industrie. La fiera è stata organizzata dall’Istituto per il Commercio con l’Estero, l’Ambasciata e il Consolato d’Italia di Rio de Janeiro.

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Riportiamo di seguito il testo integrale di un’intervista realizzata dal giornalista Vinceslao Soligo al Direttore generale dell’ICE per il Brasile, Riccardo Landi.

Quale funzione ha svolto l’ICE in questa fiera e quali gli attori associati?

Questa partecipazione ufficiale della delegazione italiana alla LAAD è stata organizzata in collaborazione con la AIAD, che è l’associazione di categoria dei produttori di aero-spazio e difesa e, caso particolare, anche con la collaborazione del Ministero della Difesa.

Qui, operativamente, riguardo ai rapporti istituzionali ed incontri, c’è stato un grosso intervento dell’Ambasciata e del Console di Rio de Janeiro, Massimo Belelli, che ha fatto un grandissimo lavoro e che continuerà a farlo nei prossimi giorni con incontri bilaterali.

In particolare, la presenza del Gruppo Finmeccanica, nel padiglione ufficiale organizzato dall’ICE, è per noi un grande onore. Normalmente, noi lavoriamo con le piccole e medie aziende, non perché abbiamo qualche preclusione nei confronti delle grandi, ma le grandi, come dice giustamente il vice-presidente A. de Vicariis, in questo settore seguono delle strade proprie, portano a dei contratti di fornitura che fanno riferimento direttamente agli organismi pubblici o privati.

In questo caso, il fatto che Finmeccanica abbia scelto di partecipare e di fidarsi della nostra organizzazione logistica e strutturale, per noi è stato molto significativo.

Il successo già in apertura di questo padiglione italiano e l’impatto che ha avuto sulle autorità brasiliane è legato al fatto in sostanza che si tratta l’unico settore straniero visitato dal vice-presidente e Ministro della difesa, José Alencar, che si è fermato a dialogare con imprenditori italiani e con l’ambasciatore Valensise.

Cosa fa l’Italia per mostrare la sua eccellenza in relazione ad altri Paesi? Come si operano gli accordi con il Governo od altre entità? Qual’è l’operato dell’ICE?

Questo tipo di rapporti politici si costruiscono, in particolare al di fuori dell’evento fieristico: è un settore infatti in cui i contatti si fanno con trattative che possono durare anche anni. In sostanza, una fiera del settore aerospaziale e difesa, è più che altro un’occasione per incontrare tutte le istituzioni, militari, civili, politiche, che normalmente stanno già lavorando e potranno intraprendere nuove trattative nel tempo per arrivare ad un contratto, ad una fornitura molto significativa. L’importante è che queste occasioni di incontro vengano organizzate bene, sia fatta la divulgazione giusta, siano invitate le persone giuste.

In questo campo l’Italia deve fare il quadro. Ripeto, non si tratta di allestire solo un bel padiglione in cui le aziende espongano un bel prodotto e lo vendano. L’Italia deve fare una squadra che lavori a lungo: le aziende, i gruppi italiani fanno squadra con le istituzioni, con il Ministero della Difesa, che supporta le aziende italiane. Ci deve essere un lavoro di base e protratto nel tempo e l’ICE è parte di questo lavoro: nella realizzazione dei contratti, degli eventi, proprio al fine di facilitare l’avvicinarsi delle istituzioni di entrambi i Paesi.