Lideranças brasileiras inscritas em chapas comandadas por lideranças argentinas: polêmica aumenta

CURITIBA – PR – A candidatura de representantes da comunidade italiana no Brasil em chapas comandadas por ítalo-argentinos está gerando acirrada polêmica no ápice da campanha política para a renovação do Parlamento Italiano, em que participam, com o voto por correspondência, também os italianos residentes no exterior.

O estopim foi detonado pelo jornalista Alberto Fusco, de São Paulo, que, sob o pseudônimo de Franco Alberti, teve artigo seu publicado pela agência Aise, 18.03.2008, sob o título “Sono brasiliani ‘i portatori d’acqua’ Petruzziello, Bonaspetti e Pieroni dell’argentino Pallaro: in tre sulle tracce di fregoli”.

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Em seu artigo, Fusco critivava a posição das três lideranças ítalo-brasileiras: Walter Petruzziello, candidato ao Senado, e Claudio Pieroni, candidato à Câmara dos Deputados, ambos representantes do Brasil no CGIE – Conselho Geral dos Italianos no Exterior, e Adriano Bonaspetti, presidente do Comites do Rio Grande do Sul, também candidato ao Senado) que preferiram participar das eleições inscritos na chapa de Luigi Pallaro, senador eleito em 2006 pela chapa AISA – ‘Associacioni Italiane in Sud America’ que, ao que anunciam as sondagens, poderá ter uma reeleição tranqüila..

Fusco não se referiu a outros nomes que também integram chapas comandadas por argentinos: mais um na chapa de Pallaro e quatro na chapa de Ricardo Merlo, deputado eleito nas últimas eleições que rompeu com o senador argentino para fundar outro partido – MAIA – ‘Movimento Associativo Italiani all”Estero’ e que, segundo alguns prognósticos, também tem boas chances de se reeleger.

O artigo, publicado posteriormente também no site da revista Insieme, sob a rubrica de Venceslao Soligo, dia 21.03.2008, sob o título Sono questi i rappresentanti della comunità italo-brasiliana?”  (fora temporariamente retirado do ar pelo moderador) foi respondido por Walter Petruzziello. Dia 22 ele escreveu, perguntando: “Chi é e cosa ha fatto um certo Franco Alberti”. Em função desse artigo de Petruzziello, Fusco escreveu outro, onde revela que Franco Alberti é ele e, entre outras coisas, considera que o cabeça da chapa em que as três lideranças ítalo-brasileiras estão inscritas não se dignou a visitar o Brasil durante os dois anos de mandato que conquistou nas eleições passadas.

É necesário que se diga que toda a América do Sul pertence a uma única área da Circunscrição Eleitoral do Exterior e que, em função do número de eleitores, detém três cadeiras para a Câmara e duas para o Senado. Qualquer eleito nesta área detém a representatividade geral da América do Sul, independentemente do país em que vive.

Atendendo a seu pedido de resposta, transcrevemos abaixo, na íntegra, o artigo de Alberto Fusco:

 

La risposta di Franco Alberti, alias Alberto Fusco al candidato Walter Petruzziello
 

“Avvocato, non faccia lo gnorri!”

 

* di Alberto Fusco

           

San Paolo – Ho letto con molto piacere il Suo intervento sulla mia nota di qualche giorno fa sull’agenzia Aise, di cui sono il corrispondente per il Sudamerica. Gentile Avvocato, tanto per cominciare non facciamo lo gnorri, noi ci conosciamo benissimo, ci siamo visti più volte sia a Curitiba che a San Paolo. Comunque, le informazioni che Le ha passato il Sig. Claudio Pieroni sono esatte: dietro la firma di Franco Alberti c’è Alberto Fusco.

Le spiego: quel giorno sono stato costretto a scrivere tre articoli (non “materia” come dice Lei!) e siccome non sono un grafomane, uno l’ho firmato con il mio nome e gli altri due con due “pseudonimi”. Lei sa benissimo, come avvocato, che lo “pseudonimo” non è un paravento dietro al quale il giornalista si nasconde. Difatti, se succede qualche polemica o denuncia giudiziaria, il giornalista è il “primo” a presentarsi, come in questo caso, del resto, l’autore “sono io!”. Nel corso della mia lunga carriera – Le preciso – ho firmato articoli con i nomi più svariati, “pseudonimi” variopinti quali Fabrizio de Matteis, Riccardetto, Albertino Limonta e Franco Alberti, appunto.

In secondo luogo, Lei ha toccato tutti gli argomenti, meno quello centrale: ossia il fatto che Petruzziello, Bonaspetti e Pieroni sono “portatori d’acqua in una lista argentina”. Nessuno ha messo in dubbio il Suo lavoro, la Sua professionalità, il Suo impegno di vent’anni al servizio di Curitiba e paraggi. Avvocato, non meni il can per l’aia. L’inchiesta era diretta a tre personaggi: Petruzziello e Bonaspetti, è vero, ma il  colpo era diretto soprattutto a Pieroni che – mi dimostri il contrario – ha fatto per anni la corte, si è inginocchiato ai “DS” (oggi, PD, n.d.r) per raggiungere i vertici del “C.G.I.E.” e la Presidenza della FECIBESP (Federazione delle entità culturali dello Stato di San Paolo). Quanto a me, visto che non mi conosce o finge di non conoscermi, sono nato a Roma, giornalista professionista da 45 anni, 30 dei quali passati in Sudamerica, tanto per non farla lunga; in Brasile ho partecipato alla fondazione di due settimanali e un mensile: “Il Corriere” (1984), il “Corriere del Sudamerica” (1990) ed il mensile “Noi all’estero” (1993). Quest’ultimo lo facevamo in due: Edoardo Coen ed il sottoscritto. Lo facevamo in cucina, con una scarpa e una ciavatta, ma era letto e apprezzato da molti. Non lo chieda a me, lo domandi a Coen che tutt’ora è vivo e vegeto. Il sottoscritto non ama – come fa Lei – parlare di se stesso, ma è una precisazione necessaria. E, adesso, – come si dice a Roma – Le tolgo la sete con il prosciutto: Lei non mi può accusare di fare campagna elettorale per il PD, perché io le interviste per “l’Aise”, le faccio a tutti, da destra a sinistra, anche a Lei se lo ritiene opportuno. Però, non mi può proibire di tifare per i candidati di San Paolo, come sono sicuro che il mio amico Peron, un collega  che apprezzo e che stimo, tiferà sicuramente per i candidati di Curitiba, è logico e naturale.

Lei lo sa che il senatore Pallaro ha portato dall’Italia in Argentina, durante il suo mandato, la rispettabile cifra di 30 (trenta) milioni di euro? Lei lo sa che Pallaro, da quando è stato eletto nell’anno di grazia 2006, in Brasile non ci ha messo più piede? E voi continuate a portargli i voti e lui i vantaggi li concede solo ai ballerini di tango!

Avvocato, mi tolga una curiosità: Lei è convinto di aver inventato l’acqua calda?

Arrivati a questo punto mi consenta di farLe una domanda: Lei afferma che “io non sono un matematico”, è vero, non sono un ragioniere, sono un modestissimo giornalista – già Glielo ho anticipato -, ma Lei che di matematica se ne intende perché afferma che “anche senza i voti brasiliani, Pallaro si elegge lo stesso? E, allora, perché glieli portate? È come portare l’aperitivo a uno che ha già consumato il pasto ed è arrivato al caffè, non Le pare?

A dimostrazione, caro Avvocato, della mia sportività, prima di tutto Le faccio pubblicamente le mie congratulazioni per il fatto che dei “tre, sulle tracce di Fregoli”, è stato l’unico che ha messo fuori la testa e poi Le invio anche i miei migliori auguri per il 13 aprile.

Tanto le dovevo, con i sensi della mia più alta stima.