“Non è così che si rialza l`Italia: Il governo mortifica gli italiani all`estero e penalizza la struttura del Ministero degli Esteri nel mondo”

L’ON. FABIO PORTA INTERVIENE IN AULA NEL CORSO DEL DIBATTITO SULLA FINANZIARIA:  “IL GOVERNO MORTIFICA GLI ITALIANI ALL’ESTERO E PENALIZZA LA STRUTTURA DEL MINISTERO DEGLI ESTERI NEL MONDO, NON E’ COSI’ CHE SI RIALZA L’ITALIA!”

Nel corso del lungo dibattito in Parlamento sulla manovra finanziaria proposta dal Governo, e’ intervenuto l’On. Fabio Porta (Partito Democratico).   Ecco di seguito una sintesi del suo intervento:

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“Nel decreto legge oggi all’esame della Camera si individuano in maniera chiara gli indirizzi di politica economica del Governo Berlusconi; in maniera chiara ma allo stesso tempo confusa, se consideriamo i “tagli” dissennati e scriteriati in esso contenuti.

Sono convinto che tanti italiani, in Italia e all’estero, hanno votato per la coalizione guidata dall’attuale Presidente del Consiglio convinti – o speranzosi – che con le sue grandi capacita’ di manager e di imprenditore quest’ultimo riuscisse – come recitava il suo slogan – a “rialzare l’Italia”.

Una lettura attenta del decreto in discussione ci dice esattamente il contrario: l’Italia, con questi provvedimenti, rischia di addormentarsi, se non di entrare in uno stato di coma profondo.

Come rialzare l’Italia quando a fronte di tanti proclami sulla sicurezza, piu’ o meno demagogici, si tagliano drasticamente i fondi relativi?  O quando, a fronte di altrettanti discorsi sullo stato della nostra giustizia si mortifica proprio questa amministrazione con una severa riduzione dei fondi ad essa destinati ?

Per non parlare poi dell’unica misura (peraltro ancora allo studio del Governo) con la quale si intenderebbe intervenire sule classi sociali più deboli: la cosiddetta “Social Card”, o meglio la “tessera della povertà”.   Un intervento che non si applicherebbe agli stranieri residenti in Italia, tantomeno ai nostri concittadini residenti all’estero.   In una parola: un bell’esempio di INCIVILTA’.

Permettetemi poi di fare un riferimento specifico alla politica estera.

Il Presidente del Consiglio Berlusconi, nel corso della scorsa campagna elettorale, ha inviato una lettera agli oltre 4 milioni di elettori italiani sparsi in tutto il mondo; nella missiva prometteva un grande impegno per rilanciare la presenza italiana sulla scena internazionale, soprattutto per garantire alle nostre comunita’ residenti all’estero adeguate politiche e specifici programmi di intervento.

Bene.   Basta osservare i tagli draconiani che la manovra finanziaria che ci viene presentata dal Governo riserva al Ministero degli Affari Esteri per rendersi conto che quelle parole erano, ancora una volta, puro marketing elettorale, anzi pura demagogia nazionalpopolare.

32 milioni di euro in meno per il 2008, 50 in meno per il 2009, addirittura 100 per il 2010 !

Questi tagli colpiscono al cuore, forse in maniera irrecuperabile, la nostra gia’ precaria rete diplomatico-consolare all’estero oltre a mortificare, penalizzandole, le nostre comunita’ che tanto hanno dato (e mi riferisco alle rimesse, ancora rilevanti, dei nostri connazionali all’estero) ma che tanto – lo sottolineo con forza – possono continuare a dare.

Senza dire poi che ai 182 milioni di tagli per i prossimi tre anni si deve aggiungere – per il solo 2008 – il congelamento del fondo di accantonamento che prevedeva per il Ministero degli Esteri un ammontare di 80 milioni di euro, gia’ ridotti ad 8 dal Consiglio dei Ministri e – dalle ultime informazioni in nostro possesso – destinate addirittura ad azzerarsi.

O ancora, l’eliminazione, per i nostri Consolati, della possibilita’ di attingere al fondo ricavato dal 40% delle tasse e imposte raccolte localmente, spesso vitale per l’espletamento di semplici funzioni amministrative.

Concludendo: non si rialza cosi’ l’Italia, cosi’ la si puo’ solo azzoppare, in maniera dura e forse irrimediabile !

Vorrei esprimere in quest’aula il disagio, la rabbia e l’indignazione di quanti continuano a credere al grande ruolo dell’Italia a livello europeo ed internazionale; voglio farlo anche a nome dei nostri concittadini residenti all’estero, che da questa finanziaria non sono visti ne’ come oggetto di politiche specifiche, tantomeno – come avremmo voluto – come soggetto attivo fondamentale e strategicamente rilevante del rilancio della presenza italiana nel mondo e della relativa crescita economica del nostro Paese.

Ridurre i fondi destinati alla nostra rete consolare, dimezzare le risorse per l’assistenza ai nostri connazionali indigenti che vivono all’estero, ridimensionare o eliminare i fondi per la formazione professionale, la diffusione della lingua, l’internazionalizzazione delle imprese, azzerare (o quasi) la nostra cooperazione allo sviluppo: tutto cio’ vuole dire non rispettare la storia ed il valore della nostra emigrazione, non conoscere la realta’ e la dimensione della nostra presenza all’estero, ma soprattutto non capire come una delle chiavi per lo sviluppo futuro del nostro Paese passi dal rafforzamento e dalla qualificazione del ruolo internazionale dell’Italia e non dalla mortificazione degli italiani nel mondo o dalla riduzione drastica delle risorse destinate al Ministero degli Esteri.”

Roma, 21 luglio 2008