Pollastri se despede e critica candidatos que se aliaram com argentinos

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u CURITIBA – PR – Com um conselho aos candidatos eleitos e uma reprimenda aos candidatos que “apoiaram listas de candidatos argentinos”, o ainda senador Edoardo Pollastri, de São Paulo, está dirigindo mensagem através da Internet a seus eleitores com a qual anuncia o encerramento de seu “empenho político com todos vocês”.

Aos eleitos, Pollastri deseja “a mesma dedicação e seriedade com que trabalhei no meu mandato” e – como os dois senadores da futura legislatura são argentinos – faz votos que “encontrem tempo para se dedicarem também aos problemas dos italianos residentes no Brasil”.

Anteriormente, Pollastri já havia distribuído informação revelando o conteúdo de uma sua reclamação à direção do Partido Democrático (legenda a que estava vinculada sua candidatura ao Senado Italiano nestas eleições), e de certa forma culpando-a pelo seu insucesso eleitoral. Pollastri é presidente da Câmara Ítalo-Brasileira de Comércio e Indústria de São Paulo e preside também a Assocamerestero – a entidade que congrega todas as câmaras do gênero no mundo inteiro. Abaixo publicamos seu último comunicado aos eleitores e, também, a carta (a íntegra desse documento foi divulgado pela agência NewsItalia Press) que dirigiu a Walter Veltroni, assim que encerrado o pleito.

 

“Caros amigos,
Infelizmente o grande número de eleitores na Argentina, 270.000 contra os 81.000 do Brasil, os conchavos políticos entre alguns partidos e postura inadequada de muitos candidatos influenciaram fortemente os resultados finais.
Ademais, tivemos um fator agravante, em que muitos candidatos ao Senado residentes no Brasil, mesmo não tendo a possibilidade de serem eleitos como demonstrado nos resultados, apoiaram listas de candidatos argentinos, prejudicando seriamente a possibilidade de haver um representante do Brasil no Parlamento Italiano. Com que finalidade?
Espero que os candidatos eleitos, se conscientes que foram eleitos de maneira correta e leal, comportem-se com a mesma dedicação e seriedade com que trabalhei no meu mandato e que encontrem tempo para se dedicarem também aos problemas dos italianos residentes no Brasil.
Mais uma vez agradeço de coração a todos.
Com esta mensagem encerro o meu empenho político com todos vocês e espero ter feito muitos amigos aos quais dou toda a minha gratidão e um caloroso abraço.”

 

u Perche’ il PD ha voluto perdere al Senato nella ripartizione America meridionale?

“In data 11 aprile, alla chiusura delle urne e prima della verifica dei voti, ho scritto una lettera al segretario generale Walter Veltroni denunciando il comportamento inspiegabile del coordinatore Maurizio Chiocchetti, comportamento rivelatosi ancora più ‘amletico’ dopo la sua dichiarazione rilasciata a Rai International, in cui diceva ‘è bene non vincere ovunque per evitare accuse degli avversari’. Resta per me il mistero: perché il PD ha voluto perdere al Senato nella ripartizione America meridionale?”.
Questo quanto riportato oggi, in una nota ufficiale, da Edoardo Pollastri, senatore uscente del Pd eletto nel 2006 all’interno della lista de L’Unione in America meridionale, che in questa tornata elettorale non e’ stato riconfermato
Ecco il testo integrale della lettera a Veltroni:
“Caro Segretario Generale, sono terminate ieri, giovedì 10 aprile, alle 16 le votazioni all’estero per l’elezione di 12 deputati e 6 senatori al Parlamento italiano. Ho atteso la chiusura delle urne, per esporLe, caro Segretario, prima comunque dello scrutinio, quanto accaduto al nostro partito nella circoscrizione estero – ripartizione “America Meridionale”.
“Desidero manifestarLe tutto il mio disappunto per come, sin dall’inizio, è stata condotta la nostra campagna elettorale, denotando da parte del coordinamento italiano carenze organizzative, scarsa sensibilità politica, ignoranza profonda del nostro territorio, dell’ elettorato locale e delle potenzialità dei nostri possibili candidati alla Camera e al Senato”.
“Veniamo sinteticamente ai fatti.
a) Vi è stato un colpevole ritardo nella formazione delle nostre liste. Una imperdonabile mancanza di tempestivi contatti tra i responsabili per l’estero ed i potenziali candidati. Ciò ha creato un deplorevole stato di attesa e quindi di non operatività da parte dei possibili candidati ad eccezione ovviamente della mia persona, capolista al Senato, e dell’On. Bafile, capolista alla Camera. Si sono perduti, per mancanza di tempestività, candidati molto vicini alla nostra formazione politica, cito per tutti Filomena Narducci e il dottor Ventimiglia, sostenuti da un consistente elettorato, che hanno finito per confluire in altre liste (Narducci) o per ritirarsi dalla competizione (Ventimiglia).
“I ritardi e le incertezze sono stati talmente vistosi che per la Camera siamo l’unica lista, tra quelle importanti, a presentare cinque candidati invece dei sei consentiti dalla legge elettorale. Sono sorti poi seri dubbi sulla eticità del comportamento del responsabile per l’estero, sig. Maurizio Chiocchetti, che ha avuto diversi contatti, anche personali, con il deputato Ricardo Merlo il quale, dissociatosi dal noto Pallaro, ha creato una propria lista riuscendo a candidare esponenti del Partito Democratico di grande potenziale.
Come mai? Qual è il disegno strategico? Cos’è successo?”
“b) Si è ritardato in modo incomprensibile una se pur minima campagna per il nostro quasi sconosciuto partito in America Meridionale. Ho dovuto perfino più volte sollecitare una Sua lettera agli elettori quando già piovevano da diversi giorni centinaia di migliaia di lettere di Berlusconi a tutto l’elettorato della nostra circoscrizione. Il ritardo ci ha obbligati, quando finalmente abbiamo avuto la sospirata lettera, a una diffusione solo per via informatica raggiungendo non più di un 10% dell’elettorato”.
“c) Pur avendo il partito stanziato fondi per la campagna, le poche risorse messe a disposizione per la comunicazione del partito sono arrivate talmente in ritardo da impedire una efficiente diffusione pubblicitaria ed un adeguato utilizzo dei media.
Il modesto contributo poi ai vari candidati è arrivato solo alla fine della campagna elettorale e qualche candidato non ha ancora ricevuto alcunché”.
“Caro Segretario, mi sono fortemente impegnato nella campagna, mantenendo stretti contatti con tutti i nostri candidati che hanno denunciato più volte le carenze e le inefficienze sopra menzionate. Tutti i componenti della nostra lista si sono sentiti abbandonati e solo il loro forte spirito di appartenenza ha consentito loro di continuare la difficile competizione con le liste concorrenti, loro sì più organizzate e con forte sostegno finanziario”.
“Non abbiamo nemmeno avuto la presenza di personalità politiche del partito se non quella del bravissimo Sottosegretario Donato di Santo, purtroppo in visita lampo e solo verso la fine della campagna, riuscendo a sostare a Buenos Aires, Rosario, Montevideo, Rio e San Paolo per poche ore”.
“Non conosco ovviamente nel momento in cui scrivo il risultato delle elezioni, ma Le assicuro, caro Segretario, che avevamo la possibilità di formare una lista forte e sicuramente vincente. Per incapacità organizzative o per colpevole irresponsabilità ciò non è avvenuto; se la lista del PD riuscirà ad ottenere un senatore (importantissimo in questo momento politico) e un deputato, il merito sarà esclusivamente dei candidati che si sono valorosamente impegnati e ciò nella quasi totale assenza di sostegno del nostro partito. E se ciò non dovesse avvenire, tutti noi sappiamo a chi addebitare questo grave insuccesso. Con la stima di sempre Le porgo i miei più cordiali e affettuosi saluti”