Por correspondência, italianos no exterior também vão se manifestar sobre a procriação assistida

u CURITIBA – PR – Quatro perguntas sobre o complexo tema da procriação assistida está mobilizando a política, a Igreja, os setores de pesquisa e os cidadãos italianos, convocados para um referendum neste mês de junho. Na Itália, vota-se dia 12 de junho; no resto do mundo, por correspondência, até o dia 9.
Cada eleitor, regularmente inscrito nos consulados e no serviço eleitoral italiano (e com o endereço em dia) receberá em casa, nos próximos dias, o material necessário ao exercício do voto. Devidamente preenchidas, as cédulas devem ser devolvidas antes do dia 9 de junho ao Consulado da jurisdição, para que possam ser contabilizadas e enviadas à Itália. O tema, por ser uma questão de consciência, embaralhou a política italiana e alguns setores da própria Igreja Católica passaram a fazer campanha pela abstenção. Se pelo menos 50% mais um dos eleitores não votarem, o referendum não terá valor.
A lei em questão é a de número 40, do ano passado que, devido à inclusão de controles e normas sobre a procriação assistida, para alguns setores da sociedade representa um salto para trás. Votar Sim, significa mudar a lei, permitindo maior liberdade à pesquisa e às soluções que a ciência coloca nas mãos do homem odierno. Mas, no quarto dos quesitos, também significa permitir que, em casos de esterilidade, o casal possa se valer da doação de óvulos ou de esperma.
Os debates sobre o tema – a lei em vigor, dizem alguns especialistas, é injusta, desumana e anticientífica – estão ocupando generosos espaços da imprensa italiana e também da Internet. Para acompanhá-los, os interessados podem consultar alguns dos endereços que colocamos abaixo: www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/procreazione_referendum ; www.unbambino.it ; www.comitatoreferendum.it.
Juntamente com as cédulas para votar, cada eleitor receberá também explicações detalhadas , tanto para embasar a decisão quando sobre como proceder.

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u CURITIBA – PR – Quattro quesiti sul complicato tema della procreazione assistita stanno movimentando la politica, la chiesa, i centri di ricerca ed i cittadini italiani, chiamati alle urne referendarie nel mese di giugno. In Italia si vota il 12 e 13 di giugno, nel resto del mondo, per corrispondenza, prima del 9.

Ogni elettore, regolarmente iscritto nei consolati e nelle liste elettorali (e con l’indirizzo aggiornato) riceverà a casa, nei prossimi giorni, il materiale necessario per esercitare il diritto di voto. Compilate in ogni punto, le schede devono essere restituite prima del 9 di giugno al consolato della giurisdizione, affinché siano contate ed inviate in Italia. La materia, benché sia una questione di coscienza, ha confuso la politica italiana ed anche alcune parti della Chiesa Cattolica hanno iniziato a sostenere l’astensione. Se almeno 50% degli elettori più uno non votasse, il referendum non avrebbe valore.
La legge in questione è la numero 40, dell’anno scorso che, dovuto all’inserimento di controlli e norme sulla procreazione assistita, per alcuni settori della società significa un passo indietro. Votare “No” lascia le cose come sono; votare “Sì”, significa cambiare la legge, permettendo maggiore libertà alla ricerca ed alle soluzioni che la scienza mette nelle mani dell’uomo moderno. Ma, nel quarto quesito, significa anche permettere che, in caso di sterilità, la coppia possa avvalersi della donazione di ovuli o dello sperma di terzi.
I dibattiti sull’argomento – la legge in vigore, dicono alcuni specialisti, ingiusta, disumana e antiscientifica – stanno occupando grandi spazi della stampa italiana ed anche dell’internet. Per seguirli, gli interessati possono consultare alcuni indirizzi che indichiamo in basso: www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/procreazione_referendum ; www.unbambino.it ; www.comitatoreferendum.it .. Insieme al necessario per esercitare il voto ogni elettore riceverà anche spiegazioni dettagliate per basare la decisione sul come procedere.

I QUATTRO QUESITI

n Il primo quesito, che propone di abrogare in parte la legge sulla procreazione medicalmente assistita, punta all’eliminazione del divieto di ricerca sull’embrione, che la legge impedisce in tutte le forme fino a vietare il congelamento dell’ovocita fecondato. Ha la finalità, secondo i promotori, di consentire nuove cure per malattie come Alzheimer, Parkinson, sclerosi, diabete, cardiopatie e tumori.

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 Il secondo quesito punta a eliminare gli obblighi di creare in vitro un numero massimo di tre embrioni per volta e di trasferirli nell’utero della donna in un’unica soluzione: due paletti fissati dal legislatore per evitare il rischio di ottenere embrioni in eccesso. Secondo gli specialisti, sono restrizioni che reppresentano un ostacolo per il successo delle tecniche di fecondazione.

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 Il terzo quesito ha l’obiettivo di abrogare integralmente l’art. 1, che fa riferimento “ai diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito” ed equipara i diritti dell’embrione a quelli delle persone già nate. Prevede inoltre l’eliminazione degli stessi limiti del precedente: divieto di congelamento dell’embrione, numero massimo di embrioni, diagnosi preimpianto e selezione degli embrioni.

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 Il quarto quesito vuole far cadere il divieto di fecondazione eterologa, dove si utilizzano gameti (ovociti ed spermatozoi) appartenenti a donatori esterni alla coppia in cura. La legge attuale permette infatti soltanto tecnice “omologhe”: i gameti devono appartenere ai due genitori. Il ricorso all’eterologa riguarda le coppie con problemi di sterilità per cui non existono altre cure.