Contra a extinção da Circunscrição Eleitoral do Exterior, Petruzziello dá sugestões de mudanças na lei eleitoral e critica a deputada Renata Bueno

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O QUE É MAIS IMPORTANTE: “PARTICIPAR DOS DEBATES NO PARLAMENTO, OU VOLTAR AO BRASIL PARA SAIR NA FOTO COM O EMBAIXADOR?”

CURITIBA – PR – A proposta de extinção da Circunscrição Eleitoral do Exterior, feita pela “Comissão de Sábios” instituída pelo presidente italiano Giorgio Napolitano, colocou em polvorosa o circuito das lideranças da comunidade dos italianos no exterior ao redor de todo o Planeta. Da parte dos conselheiros do CGIE – Consiglio Generale degli Italiani all’Estero foram prontas as reações de uma reunião extraordinária poderá ser convocada para breve. Do Brasil, entretanto, a única reação até aqui conhecida é a do conselheiro Walter Petruzziello que, na últimas eleições, foi candidato ao Senado.

Completamente contrário à posição majoritária dos “sábios”, Petruzziello disse ao editor da revista Insieme no final da tarde de hoje que a proposta lhe “parece normal se considerarmos a opinião dos italianos na Itália sobre o “voto all’estero”. O que surpreende Petruzziello, entretanto, é a falta de manifestação sobre o tema por parte de “alguns parlamentares eleitos no exterior”. Em vez de estar participando do debate, Renata Bueno “deixou Roma para vir a Curitiba receber o Embaixador da Itália e sair na foto”.

“O que é mais importante neste momento – pergunta o conselheiro do CGIE -, o trabalho no Parlamento para o qual você foi eleito ou tua foto com o Embaixador nos jornais de Curitiba?”. “Vocês decidem”, arremata Petruzziello.

O PASSEIO DO VOTO – Gabinete do Cônsul Geral da Itália em Curitiba: O material eleitoral é preparado para ser enviado a Roma, que centraliza todas as apurações (Foto Desiderio Peron / Arquivo Revista Insieme)

Ao CGIE foram encaminhadas inúmeras sugestões por parte de conselheiros residentes nas mais diversas áreas do Globo. Além da convocação imediata do órgão para organizar a luta contra as propostas que anulam a representatividade dos italianos no exterior, há até a proposta de transformar o CGIE numa Ong, com direito a inscrição nos mais diferentes organismos internacionais.

Dentre as sugestões encaminhadas ao “amigos Conselheiros do CGIE”, Petruzziello enumera: inscrição, nas cédulas eleitorais, dos nomes dos candidatos para evitar erros involuntários dos eleitores e consequente anulação de votos; encerramento do prazo eleitoral numa só data, tanto na Itália quanto no exterior, e fim do “passeio do voto” com a apuração eleitoral em cada embaixada da Itália. Petruzziello esteve em Roma para verificar o processo de apuração dos votos e faz diversas considerações sobre o processo, a partir, inclusive, das listas incompletas fornecidas pelo governo italiano. Segundo se sabe, um filho seu, apesar de regularmente inscrito no consulado de sua jurisdição, não conseguiu votar. Há também problemas de prazos e entregas irregulares por parte dos correios que, naturalmente, nada têm com os prazos estabelecidos pela administração italiana. Abaixo transcrevemos, em italiano, a correspondência de Petruzzielo ao CGIE:

Cari amiche e amici Consiglieri del CGIE

Ai Sig.ri Parlamentari eletti all’estero

All’indomani del voto anch’io volevo fare qualche considerazione sul voto all’estero ma per un motivo o per altro mi è passata la voglia e ho rimandato quest’idea.

Oggi dopo leggere attentamente la lettera inviata dal Consigliere Rapanà mi è ripreso la volontà di fare le mie considerazioni.

Inizio dicendo che anch’io ho preso un aereo in Brasile e che per tre giorni sono stato a Roma dove mi sono recato a Castelnuovo di Porto. Non dico cosa ho trovato a Castelnuovo di Porto perché Rapanà lo ha fatto in modo abbastanza consistente e salvo l’episodio del carabiniere ho vissuto di persona tutto quello che lui descrive e solo aggiungo che per la Corte D’Appello io non avevo il “diritto” di circolare tra i seggi.

Come ben sapete questa è la terza volta che sono candidato e la prima che vado a Roma per vedere lo scrutinio. Già ero al corrente di alcuni dei problemi sollevati da altri ma ancora una volta gli ho vissuti in prima persona.

Non sto qui a descrivere tutti i problemi del voto all’estero ma anch’io penso che qualcosa deve essere cambiato e vorrei proporre ai nostri Parlamentari e alle amiche e agli amici dei CGIE una riflessione su alcuni punti, che “prepotentemente” giudico potrebbe aiutare ad evitare molti problemi e chissà anche a far spendere meno allo stato italiano per ottenere il risultato finale:

1 – dove evitare tanti volti annullati (14%) perché la scheda non potrebbe riportare il simbolo del partito ed i nomi dei suoi candidati? In pratica, vorrebbe dire – inviare le schede già stampate con un “quadrato” davanti al nome dove gli elettori manifesta sua preferenza barrando davanti al nome già stampato.

2 – Gli elettori all’estero hanno una data differente per votare e, devono consegnare o inviare la busta con le schede alcuni giorni prima della votazione in Italia. Ho visto di persona il lavoro del Consolato di Curitiba per chiudere tutti i sacchi e dopo consegnare ad un funzionario che deve portare tutto all’aeroporto accompagnato di una scorta, prendere un aereo e portare i sacchi a San Paolo dove incontrandosi con altri funzionarie si carica tutto su un aereo Alitalia e in compagnia di uno di loro va a Roma per lo scrutinio. Credo che questa procedura si ripeta in ogni nazione.

Perché i sacchi contenenti le schede di ogni paese non possono essere inviati direttamente all’ambasciata competente e con la fiscalizzazione dei partiti scrutinati nello stesso giorno di quelli dell’Italia ed i risultati inviati via telematica al Ministero dell’Interno o alla Corte d’Appello? Non sarebbe molto più semplice l’operazione di scrutinio e non ci sarebbe dei risparmi per lo stato italiano?

3 – Altri problemi non indifferenti: a) – centinaia di plichi non sono mai arrivati agli elettori anche a quelli cui indirizzo era corretto, come mai?; b) – migliaia risultavano nell’anagrafe consolare ma non nell’elenco elettorale e la maggior parte dei comuni italiani non hanno risposto alla richiesta di null’osta da parte dei consolati (mio proprio figlio è uno di questi e per cui non ha votato); c) – migliaia di buste sono arrivati ai Consolati il giorno dopo la data prevista per la consegna. Perché? Perché il Consolato ha inviato il plico con raccomandata celere ma la risposta è tramite posta normale e i tempi di consegna possono variare da 3 a 7 giorni. Se qualcuno ha imbucato la busta con le schede due o tre giorni prima della scadenza non ha avuto il suo voto conteggiato. Se i voti fossero scrutinati nell’Ambasciata la data per riconsegna delle schede potrebbe essere allungata.

Solo per informazione vi segnalo alcuni dei problemi riscontrati in Brasile:

a – plichi incompleti – qualcuno mancava la scheda del senato o della camera – plichi senza la busta preaffrancata per ritorno o senza la busta piccola per le schede;

b – plichi mai arrivati agli elettori anche se risultante nell’elenco;

c – Comuni che non hanno mai risposto alla richiesta di nulla osta;

d – migliaia di voti annullati per motivi diversi; (ovviamente a Castelnuovo di Porto);

Non sono il padrone della verità e ne sarò quello che vuole risolvere tutti i problemi collegati col voto all’estero ma per il proprio bene del voto all’estero qualcosa dovrà essere cambiata.

Cari saluti – Walter A. Petruzziello – CGIE – Brasile – Curitiba, 09 aprile 2013”.