Durante il Seminario ICE-IIC intervista al Governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani

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PATROCINANDO SUA LEITURA

SAN PAOLO-SPCome vede la situazione degli italiani all’estero per queste prossime elezioni del 9 aprile?

È una opportunità importante per un giusto riconoscimento dei nostri concittadini all’estero, ma anche perché scegliendo i rappresentanti, auspico attraverso un forte processo partecipativo, non una delega in bianco, ciò può portare un punto di vista utile all’Italia. Partendo in primo luogo dalla conoscenza di realtà e paesi, per esempio come il Brasile, di grandissimo interesse dal punto di vista strategico, portando un’esperienza, una conoscenza  che può arricchire il confronto politico italiano.

La sua Regione come si sta muovendo nel mondo dell’emigrazione, particolarmente con i vostri discendenti, oriundi, qui in America Latina?

Noi abbiamo diverse Associazioni, stiamo facendo molte cose nel campo sociale, economico, culturale, dell’insegnamento della lingua italiana per la 2a , 3a, 4a  generazione, alla diffusione della cultura con la pubblicazione di libri che aiutino nella concoscenza dell’Italia, progetti di sostegno sociale delle emergenze verso i nostri connazionali, ma anche verso i brasiliani e di altri paesi del continente. Stiamo lavorando molto sulla formazione con le università e molto per l’internazionalizzazione dell’economia delle nostre imprese, brasiliane, del Mercosur, in questo caso con un grande progetto che prevede finanziamenti, forse per la prima volta, dai due versanti, per le imprese italiane e quelle brasiliane, per la ricerca e la costruzione  della partnership.

Una cosa in America Latina, che ci sta a cuore, che vorrei chiederle:  il caso dei sequestri di cittadini italiani in Venezuela.

Ma credo che occorre fare in modo che in tutti i paesi vada affermato il diritto ed il contrario all’illegalità da tutti i punti di vista.

Torniamo alla politica: ma si vota effettivamente, poi?

Spero naturalmente di si e sono convinto che si voterà. Abbiamo fatto una Conferenza Stato-Regione-CGIE proprio due settimane fa e c’è stato un impegno del governo ad assicurare la partecipazione degli elettori all’estero, sarebbe cosa gravissima se ciò non accadesse!

Quanto alla scelta dei possibili candidati  nel continente sud americano, si parla molto dei diversi paesi.

Certo la circoscrizione è molto grande, credo che debba avvenire una selezione attraverso la scelta sulla qualità delle persone e la chiara identità, anche rispetto alla dialettica che c’è in Italia tra i due poli, centro sinistra e centro destra. Non è un mistero che io appartenga e sia dell’Unione, credo che sia molto importante che si avvii un cambiamento reale in Italia, perché stiamo vivendo una fase molto difficile e delicata e in questo cambiamento possono avere un ruolo importante anche gli elettori  italiani all’estero e quindi ci deve essere un lavoro molto forte a partire dall’impegno dell’Unione.

Ci sono candidati qui in Brasile che voglioni candidadarsi  ma non voglioni iscriversi a nessun partito. Come vedete questo atteggiamento?

Credo, come ho detto prima, che vi sia una chiara scelta di campo, ciò può essere fatto da personalità che aderiscono a questo o a quel partito, di una delle due coalizioni, anche personalità indipendenti ma che scelgono chiaramente il campo in cui operano in modo tale da evitare confusioni.

Ma come si può evitare questo se questi personaggi non sono responsabili verso nessun partito?

Ci sono tanti indipendenti che si candidano in questa o quella coalizione, sono responsabili verso gli elettori dell’Unione o della Casa della Libertà, che gli danno un mandato di essere rappresentanti, ci deve essere trasparenza nella rappresentazione degli orientamenti e delle scelte. Questo è il punto chiave attraverso cui è possibile e giusto evitare delle confusioni.