L’Unione si incontra con i senatori Del Roio e Pollastri

u SAN PAOLO-SP – Eletti uno  in Italia e l’altro in America Meridionale, José  Luiz  Del Roio  e Edoardo Pollatri   si sono riuniti il 18 agosto,  nella sede delle ACLI, con la compagine del gruppo politico dell’UNIONE che raccoglie le sinistre estreme e moderate in Brasile.

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Il coordinatore per il Brasile Andrea Lanzi ha esposto ai presenti il seguente: “ Credo che siano  presenti – ha detto – tutte le aree politiche dell’Unione – Margherita, DS, Italia dei Valori,  la Rosa nel Pugno,  Rifondazione Comunista ed altri.

Abbiamo voluto  valerci della presenza  dei due senatori – ha proseguito –  per metterci d’accordo sul metodo  per creare un contatto permanente con loro al Senato, Del Roio eletto a Milano e Pollastri in America Meridionale.

Le domande per i presenti sono semplici: come coinvolgere la Comunità nelle attività  dei gruppi parlamentari dell’Unione e come si può fare squadra nel lavoro con i Comites, Intercomites e CGIE.

Come Comites abbiamo la presidenza  nel Paraná, a San Paolo, a Minas Gerais, abbiamo buoni rapporti con le presidenze di Rio de Janeiro, con Recife ed abbiamo delle incognite a Porto Alegre con una presidenza  di destra, ma siamo abbastanza articolati e dobbiamo  valerci al massimo delle opportunità.

L’Unione deve essere il motore delle attività politiche per il coinvolgimento della comunità, per il rapporto stretto con i parlamentari e per la ricaduta sul livello istituzionale. A questo riguaro dovrebbe arrivare a tutti il comunicato del Comites di Rio de Janeiro, che è stato approvato all’unanimità, con la richiesta del diritto di voto amministrativo per gli stranieri in Brasile  e per gli extracomunitari in Italia, questa è una delle proposte che  decisamente ci può caratterizzare.

Un altro  argomento, che è scaturito dall’incontro che abbiamo avuto recentemente con il sottosegretario Donato Di Santo, nel convegno “100 progetti per 100 cittá”, a Minas Gerais,  in cui hanno partecipato 6 regioni italiane – Marche, Umbria, Liguria, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna – tutte amministrate dell’Unione –  è che, è stato recepito il rapporto che dobbiamo avere per una cooperazione centrata, evitando nella misura del possibile, azioni individuali, specialmente nelle attività politiche per allacciare  un dialogo permanente con gli attori regionali. C’è un impegno formale di queste regioni citate a riconoscerci, nella massimaa utonomia istituzionale per coinvolgere le loro comunità all’estero nelle attività politiche e di cooperazione.

Nella nostra repubblica abbiamo  3 date fondamentali: il 25 aprile che commemora la liberazione dal fascismo, il 1°  maggio festa dei lavoratori e il 2 giugno  in onore della repubblica. Proponiamo che queste tre date debbano essere commemorate in tutte le circoscrizioni consolari,  evidenziandone i contenuti , ossia la nostra  Costituzione fondata sul lavoro come punto centrale, la storia della liberazione dalla dittatura e la traiettoria che ha portato al 1° maggio festa dei lavoratori, far sì che, attraverso la struttura consolare, queste tre date siano un momento di riflessione, di massimo impegno e di coinvolgimento della comunità.

Dobbiamo creare un Gruppo di lavoro, per sostenere un rapporto permanente con i parlamentari per poter presentare delle proposte come: l’assegno sociale,  le prestazioni non esportabili di cui l’INPS deve dare dei valori, perché non è esportabile, per esempio, l’invalidità civile. Altri temi  in cui dobbiamo impegnarci sono sull’insegnamento della lingua italiana, una Università italiana in Brasile, Facoltà presso università brasiliane, potenziamento degli Istituti di Cultura.

In particolare, il 7 giugno in un incontro con le forze politiche dei DS abbiamo discusso  con i nostri rappresentanti se dobbiamo puntare sull’Unione. La risposta è stata che nonostante il dibattito, anche acceso al nostro interno sul Partito democratico, se farlo oppure no, i DS nel mondo puntano sull’Unione, quindo noi vogliamo costruire un modello di azione con le altre aree politiche di sinistra.

C’è anche il rapporto che dobbiamo avere con i partiti politici locali, come Unione nelle recenti elezioni, abbiamo avuto l’appoggio del Partido dos Trabalhadores-PT,  del Partito Popolare Socialista-PPS, del PC do B, quindi ci dobbiamo porre il problema di una doppia militanza, perché questi partiti hanno milioni di iscritti, molti dei quali hanno la doppia cittadinanza o la potrebbero avere, di conseguenza dobbiamo proporre che sono benvenuti nelle nostre varie militanze politiche. È evidente che ciò è un po’  una rivoluzione di idee e di azioni, ma il diritto di voto che l’Italia ha dato  ai residenti all’estero pone queste problematiche, ma la politica possiamo iniziare ad attuarla nelle diversi realtà che si sono ora presentate.

C’è il nodo dei finanziamenti, dei rimborsi elettorali che non è che siano aumentati perché c’e stato il voto all’estero, ossia il rimborso ellettorale ai partiti è rimasto invariato anche se ci sono ora quattro circoscrizioni in più, dobbiamo costrire una struttura all’estero anche con questi rimborsi,  non è fattibile che la costruzione dell’Unione all’estero sia o possa essere realizzata a carico dei parlamentari eletti, prima perché non è che ci siano tante risorse, poi perché sono in pochi.

Un altro tema, discusso in un incontro nella sede di San Paolo del’ITAL-UIL, ed approvato all’unanimità è quello di avere il riconoscimento giuridico dell’Unione con uno statuto appropriato come compagine politica in Brasile.

 

Il senatore Pollastri – “Sono rare le occasioni in cui potremo incontrarci, con una maggioranza cosi piccola al Senato  è difficile spostarsi, perché bisogna evitare che manchi il quorum, allo status quo i  nostri spostamenti che sono i nostri desiderata, perché vorremmo visitare le nostre sedi tutti i mesi, in questo momento sono molto difficili.

Ha fatto poi  una panoramica sull’azione di governo in generale dicendo che  in politica estera l”Italia ha ora un ruolo molto importante.

Quanto  alle azioni per il mondo dell’emigrazione – ha detto – “Le aspettative sono in via di studio e di soluzione, con i tempi che purtropo sono lunghissimi, ma  possono essere abbreviati esercitando una pressione costante sulle istituzioni. C’è da rifare la legge elettorale e la legge sulla cittadinanza per gli italiani all’estero – in Commissione esteri ho detto –  bisogna sentire le opinioni di tutti gli eletti nelle circoscrizioni fuori d’Italia e dobbiamo avere dei sentimenti comuni con tutti gli schieramenti politici, perché sono temi che interessano a tutti. Il grave problema che ha il Brasile con 130/150.000 cittadinanze non evase deve essere risolto. Per ciò che riguarda i consolati, mi sono riunito anche con i sindacati – ha proseguito –  perché le assunzioni in loco sono subordinate a degli accordi con loro, cioè, ci sono tanti passaggi che nessuno ha la bacchetta magica per risolverli,  le proposte e i progetti sono in marcia, stiamo dedicando tempo, sforzo e passione per cercare di abbreviare i tempi”.

Per l’America Meridionale, che  non era molto sentita, ora c’è maggiore attenzione, i rapporti istituzionali sono  di grande interesse, e ci siamo fatti presenti con la visita della Confindustria con Cordero di Montezemolo, con le visite di Dalema,  delle missioni regionali e molte altre che seguiranno.

Quanto a me, faccio un discorso molto America Meridionale, perché ho scoperto dall’analisi dei voti, anche se contestati, che su 19.000 ne ho avuti 9.000 fuori dal Brasile, 7.000 in Argentina e gli altri in Cile e un po’ dovunque, sono sicuramente tra tutti gli eletti nella nostra circoscrizione quello che ha una maggiore distribuzione di voti sul territorio.

Finirei per commentare alcuni temi che ha esposto Lanzi, come quello di promuovere una maggiore  aderenza con le regioni affinché la loro azione politica ed economica sia di piena conoscenza delle loro comunitá e non solo. La questione regioni è fondamentale perché si arriverá ad una riformulazione della costituzione in senso federale e si andrà verso il Senato federale. Le regioni  hanno una loro politica estera sulla quale dobbiamo attuare.

È sicuro che nel futuro si va alla rielezione, se non ci sarà una forza nell’Unione, ancora più coordinata e coesa di quello che è stato in passato, con meno attriti all’interno, l’Unione ne uscirà perdente. L’altra parte non fa l’errore di dividersi e si porta a casa molti voti, forse non in Europa,  ma certamente del Sud e Nord America, bisognerà essere molto uniti, con una unica voce, molto forti, molto decisi su quello che può essere l’Unione nel suo insieme, se non riusciremo a chiudere il cerchio tra di noi il rischio di perdere le elezioni è molto grande”.

 

José Luiz Del Roio è stato eletto a Milano, è paulistano essendo nato nel Bixiga, ora a Roma si occuperà anche lui degli italiani all’estero   essendo assieme a Pollastri nella Commissione esteri e emigrazione.

Nell’incontro  tra molti argomenti a detto: “ Sarò a vostra disposizione in tutto quello che potrò nella Commissione responsabile tanto per l’emigrazione come per gli italiani all’estero”.

“Per prima cosa devo dire che non c’era la minima buona volontà  tra il governo Lula e quello di Berlusconi, questo era chiarissimo ed i rapporti tra i due governi erano glaciali. Ora il governo brasiliano vede molto bene  quello di Prodi, anche per una questione strategica, ma i rapporti futuri non so come saranno, si vedrà dopo le elezioni di ottobre. L’Itamarati  in passato si è molto concentrato in altri poli, con il BRIC, ma non ha trovato ciò che gli corrisponde nell’Unione Europea, quindi ora vede la possibilità di dialogo con il nostro governo di centro-sinistra

D’altra parte il goveno Prodi, con molta difficoltà dovrà uscire dalla dominazione assoluta, specialmente negli ultimi anni, degli Stati Uniti sull’Italia  e il BRIC e l’Europa  sono delle  porte aperte anche per noi.

Diverse visite di autorità brasiliane ed italiane sono nell’agenda, ma il tutto  si vedrá dopo la consulta elettorale che determinerà chi governerà il Brasile”.

“Per ciò che riguarda gli italiani all’estero,  Franco Danieli che come vice-ministro per gli italiani nel mondo, dovrebbe avere contatti costanti e diretti, non può farlo perché è senatore e se va in giro per il mondo, senza il suo voto al senato, il governo può cadere, ma non è una questione solo di Danieli, ci sono altri senatori al governo con lo stesso problema, non possono dimettersi, perché per farlo devono avere il consenso dei loro colleghi e per ora ci sono 40 voti contrari alle loro dimissioni, tutto ciò crea dei problemi anche per noi che come senatori, dovendo restare costantemente in sede, non possiamo rivolgerci alle vostre proposte con l’attenzione e la tempestività che meritano”.

 “Devo chiedervi un aiuto, se potete scrivetemi sui problemi della cittadinanza, c’è forte pressione in seno al governo, per risolvere questa questione al più presto, dobbiamo risolvere il problema interno delle cittadinanze agli immigrati, questione molto delicata che fa parte del nostro programma, ce ne sono 2.5 milioni  che continuano a crescere”.

 

Dai notiziari si riscontra che il governo Prodi è già caduto nel trabocchetto che Berlusconi gli aveva preparato. Invece di andarsi a invischiare con dei pazzi allucinati, che ancora credono alle favole,  adesso in Libano, in Iraq, Afganistan ed altrove. Invece di sprecare vite e risorse, per curare gli altri e per farsi belli agli occhi del mondo, molto meglio sarebbe se il governo potenziasse  l’economia interna, la ricerca,  la cultura, l’insegnamento, la salute dei suoi cittadini in Italia  e all’estero, perché in casa, prima si curano i propri figli e si risolvono i propri problemi, poi eventualmente si possono guardare anche quelli degli altri.

I politici italiani non hanno ancora capito che il futuro dell’Italia non  è in paesi che ci sono completamente estranei, ma è in Europa e nelle Americhe, dove la presenza degli italiani ed oriundi è altissima (ndr).