Un anno fa… E i servizi consolari?

Un anno fa si insediava in Italia il cosiddetto governo “giallo-verde”, una coalizione tra la “Lega” di Matteo Salvini e il “Movimento 5 Stelle” di Luigi Di Maio.

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Una strana alleanza tra due partiti molto diversi tra loro e divisi su quasi tutto, tranne che sull’intenzione di rimanere fortemente attaccati alle loro poltrone.

Una coalizione della quale fa parte anche il Maie – Movimento Associativo Italiani all’Estero, grazie ai due senatori eletti in Argentina (Riccardo Merlo e Adriano Cairo) che hanno assicurato il loro sostegno al governo in cambio dell’incarico di Sottosegretario con delega per gli italiani all’estero.

L’arrivo al governo per la prima volta di un eletto all’estero aveva suscitato grandi aspettative, anche tra gli italiani del Brasile che da anni aspettano soluzioni e risposte concrete ai loro problemi.

Dopo dodici mesi è possibile tracciare un primo bilancio di questa esperienza, almeno per quanto riguarda la vita degli italiani all’estero.

I due provvedimenti principali del nuovo governo italiano sono stati il “decreto sicurezza” e il “reddito di cittadinanza”; entrambi purtroppo contraddistinti da un atteggiamento negativo nei confronti degli italo-discendenti.

Nel “decreto sicurezza” sono stati aumentati i tempi per il riconoscimento della cittadinanza in Italia, è stata aumentata la tassa ed è stato introdotto l’obbligo della conoscenza della lingua italiana per le cittadinanze per matrimonio (con una certificazione da presentare all’inizio dell’iter e non alla fine, come sarebbe stato più logico).

Il “reddito di cittadinanza”, la misura prevista per chi si trova in difficoltà economiche, esclude gli italiani che rientrano dall’estero perché non hanno il requisito dei dieci anni di residenza in Italia.

E i servizi consolari?

In questo caso il governo ha avuto la fortuna di ereditare le risorse che i governi precedenti (Renzi e Gentiloni) avevano trovato grazie alla legge sui 300 euro; anche sulla lingua e cultura italiana il governo attuale sta utilizzando il piano triennale di 50 milioni di euro approvato dai governi del Partito Democratico.

Bisogna spendere bene queste risorse, migliorando i servizi a favore della nostra collettività.

Compito del sistema di rappresentanza e dell’informazione è quello di vigilare in questo senso, ed è quello che continueremo a fare nei prossimi mesi.

Perché i fatti sono più importanti delle parole, sempre.